Peanuts by Bukowski

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Salve, sono Spugna, il segretario del Capitano: se sei nuovo da queste parti, sottoscrivi il feed RSS per restare aggiornato sulle novità del Capitano. Ahrrrr!

Prendete i personaggi dei Peanuts, inventati decenni fa dal mitico Charles Monroe Schulz. Carini vero?
Ora provate ad immaginare se invece di Schulz, dietro la penna ci fosse stato un altro Charles, ovvero Charles Bukowski.
Avete idea di cocktail ne sarebbe potuto uscire?
Peanuts by Bukowski prova a farvi leggere dal vivo cosa ne sarebbe stato.

peanuts

 

Un meme tira l’altro

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Allora, sono finito in un circolo vizioso di meme. Nell’ arco di nemmeno dieci giorni me ne hanno mandati tre … da bravo scolaretto ho deciso che rispondo a tutti e tre, ma siccome son pigro come pochi, faccio tutto in un post unico …

Parto dal più recente, inviatomi da Gioxx. Si chiama le 7 meraviglie del mondo blogosferico, e consiste nell’elencare i 7 blog che si ritengono i migliori tra quelli che si visitano spesso …
Eccoli:

  • Binary Bonsai: lo seguo da una vita, da quando Kubrick era solo il nome di uno dei più grandi registi della storia, e non di uno dei temi per blog più famosi ed usati. Non dimenticherò quando vidi per la prima volta il design con il soldato morto. Mi dissi: questo tizio è da seguire. Da allora è nei preferiti.
  • SimpleBits: ho sempre trovato molto utili i post di Dan Cederholm, soprattutto in campo di web design. E poi la precedente veste di questo sito usava la sua tecnica delle “Faux columns” per il layout.
  • Zeldman: questo credo non abbia nemmeno bisogno di presentazioni, tenendo conto che da poco il sito ha compiuto anche 12 anni di vita … Zeldman è Zeldman. Pochi cazzi.
  • Veerle: web e graphic design ai massimi livelli.
  • FreeFall: uno dei pochi blog italiani che seguo da tempo immemore. Credo che all’ epoca il blog di Francesco fosse ancora sui server di F2S.com (come il sottoscritto), e la parola blog se la filavano in pochissimi.
  • Leonardo: sempre invidiata la sua bravura nello scrivere i pezzi che pubblica.
  • Dr. Psycho: idem, con patate, il discorso fatto per Leonardo. Aggiungeteci poi il tono dissacrante (qualità di pochi soggetti) con il quale a volte il Doc tratta argomenti che spesso su altri blog non sono presi in considerazione, e capirete del perché mi piaccia leggerlo.

Non lo metto nei blog perché magari a sentirsi definire blog ci si incavolerebbe pure (E/N is dead, long live to E/N), ma menzione d’onore va di certo ad Abietti Si Nasce. Se questo mio sito esiste, non dimentico mai dirlo, è perché all’epoca rimasi colpito, quando vidi il sito di Yuri, da quel modo nuovo e diverso di crearsi un sito web personale.

Ed il primo meme è fatto. Passiamo al secondo, passatomi dal Follis, collega di WP-Italy, e che si chiama i servizi Web 2.0 che utilizzo (un meme che direi di poter inserire a pieno regime nella serie “farsi i cazzi propri no, eh?”).
Okay, ciurma, ecco cosa usa il sottoscritto:

  • Comunicare: MSN, Miranda per il resto, e mIRC a tempo perso (tanto i programmi per chattare li uso poco e niente).
  • Ricerca: Google
  • RSS Reader: per quei pochi siti che seguo via feed (i siti mi piace di più visitarli) uso i Segnalibri live di Firefox e Netvibes.
  • Bookmarks: del.icio.us e segnalibri di Firefox
  • Statistiche: Feedburner, Google Analytics, LLOOGG, Clicky
  • Immagini e video: nessuna preferenza. dove trovo piglio, o, per quando concerne le immagini, carico
  • Musica: ascolto spesso le radio disponibili sulla medialibrary di Winamp
  • Blog: Wordpress (ad uno che fa parte di WordPress Italy che volete vi risponda?)
  • Cataloghi: ‘zzo sono i cataloghi?

Infine, rispondo ad un meme che mi manda Hytok. Il quale a sua volta risponde ad un meme che girava in rete mesi fa .. ah, ’sti romulani …son lenti, ma leeeeeeeeeenti … eh eh, vabbè, dai .. rispondo a questo meme, che forse è uno dei più interessanti visti in rete negli ultimi mesi, e riguarda i cinque incipit di libri che più ci son piaciuti.
Ecco i miei:

Peter PanAll children, except one, grow up.
Tutti i bambini crescono, tranne uno. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo. Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre. C’è da immaginare che la bambina, in quell’atteggiamento, sembrasse deliziosa poiché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò: “Oh, perché non puoi restare così per sempre?” Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull’argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere. Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità . I due anni sono il principio della fine.

James Matthew Barrie: “Peter Pan
(poteva mica mancare, no?)

Il conte di MontecristoIl 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.
Com’è d’uso, un pilota costiere partì subito dal porto, passò vicino al Castello d’If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l’Isola di Rion.
Contemporaneamente com’è egualmente d’uso, la piattaforma del forte di San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l’arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il Faraone, si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocèe e appartenente ad un armatore della città . Frattanto il naviglio avanzava ed aveva felicemente superato lo stretto, formatosi da qualche scossa vulcanica fra l’isola di Casareigne e quella di Jaros.
Aveva oltrepassato Pomègue, avanzando il suo gran corpo sotto le sue tre gabbie ma tanto lentamente, e con andamento sì tristo, che i curiosi, con quell’istinto che presagisce le disgrazie, si domandavano quale infortunio fosse accaduto a bordo.
Alexandre Dumas: “Il conte di Montecristo

Il fine ultimo della creazioneImmagina le tenebre, se puoi, e in quelle tenebre delle sbarre d’acciaio incrostate di ruggine e di sporcizia secolare. Le sbarre sono infisse in blocchi di granito antichi come le montagne che le formò, e sopra ancora mura di granito, alte più di trenta metri,masso su masso.
Tra quelle sbarra e quelle fondamenta di pietra scorre una via, la fogna schiumeggiante con le scorie di duemilacinquecento uomini disperati, e delle innumerevoli migliaia che li hanno preceduti. Respira quest’ aria infernale. Assaggiala. Perché é l’essenza della punizione, e perché questi rifiuti contengono il paradosso di una razza tormentata ed unica. Qui quella razza deve trovare la sua dimora, la sua cieca comunione finale con la devastazione insaziabile e sfrenata, che é il destino di tutti. Questa fogna nelle viscere di una mostruosa galera, questa fogna nelle fogne del mondo, é il luogo dove la necessità finisce e incomincia la possibilità : nella gloria e nel dolore della perdita assoluta.

Questa é la prigione di Green River.
E questa é la storia della sua rivolta.

Tim Willocks: “Il fine ultimo della creazione

Il fine ultimo della creazioneQuando avevo sei anni ho visto, una volta, una magnifica figura, in un libro sulla foresta vergine che si chiamava Storie vissute. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.
Eccovi la copia del disegno.
[...]
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.
Meditai a lungo sulle avventure della jungla.

Antoine de Saint-Exupéry: “Il piccolo principe

Sulla stradaLa prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada.

Jack Kerouac: “On the Road - Sulla strada

Ecco, queste sono le mie risposte ai tre meme che mi son stati passati.
A chi li passo io?
Cazzo, a nessuno … vabbè che sono stronzo, ma non fino a questo punto.

 

la vita secondo Quino

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Disegno di Quino

 

e tu scatti lassu’ sentinella nel blu

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Goldrakevai, c’e’ sul radar la flotta di Vega
vai, il tuo corpo di acciaio solleva
eehhh io sto tranquillo se ci sei tu
io resto quaggiu’ e tu scatti lassu’
sentinella nel blu, vai lassu’
Goldrake !

Parole rimaste nella mente di tutti, vero?
Un mito per più di una generazione, quel robottone che arrivava da un pianeta lontano lontano e che salvava la Terra ad ogni puntata.
Ebbene, non potete immaginare come sono rimasto estasiato nel leggere questa notizia riportata da Viviolas su ASN, e che riprendeva un post apparso in precedenza su PierOnline.
In pratica, carissimi mozzi, si tratta di gruppo di appassionati che si sta cimentando nella realizzazione di quello che, come giustamente dice Viviolas, tutti i fans hanno sempre sperato ma non hanno mai osato confessare: Il FILM!.
Quel gran bastardo di HydargosOvvero, si sta lavorando, grazie alla potenza e ai mezzi della computer grafica odierna, alla realizzazione di un prequel della famosa serie animata basata sul personaggio creato da Go Nagai. Trenta minuti (durata come un normale episodio del cartone), durante i quali si narra del primo incontro tra Genzo Umon, ovvero il Dr. Procton, e Duke Fleed, che viene rinvenuto dallo scienzato quasi morente, appena scampato al disastro del suo pianeta. Lo soccorre, lo adotta e gli dà il nome di Daisuke Umon, ovvero Actarus.
Vi consiglio di dare una occhiata al sito del progetto e, soprattutto, di guardarvi il trailer dell’ episodio (a me è piaciuto).

 

Blog No Evil

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(via Weblogg-ed)

 

Tex Stella d’Oro

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copertina di Tex Stella d' Oro n.1

E’ bello, ogni tanto, accorgersi che ci sono in arrivo delle interessanti novità. Ed è quello che mi è successo oggi, quando ho scoperto (di certo con notevole ritardo rispetto ai tempi in cui bazzicavo IAFB) una bella iniziativa decisa da Sergio Bonelli.
La copertina che vedete qui a fianco è la cover del primo numero di una nuova serie di ristampe di Tex, chiamata “Tex Stella d’Oro”.
La particolarità, che rende interessante questa ristampa, sta nel fatto che si tratta della ristampa della serie degli albi giganti di Tex, quelli, per intenderci, che hanno visto all’ opera sul famoso ranger alcuni dei grandi nomi del fumetto mondiale.
Copiando le parole presenti sul sito della Bonelli, vi basti sapere (qualora non conosceste questa bella serie) che Guido Buzzelli, Alberto Giolitti, Sergio Zaniboni, Victor De La Fuente, Magnus, Jordi Bernet, Joe Kubert… Sono soltanto alcune delle star che, nel corso degli ultimi diciassette anni, hanno accettato con entusiasmo il non facile compito di interpretare, secondo il loro stile e la loro personalità, l’universo narrativo di un eroe dei fumetti che ha lasciato il segno nell’immaginario di almeno quattro generazioni di lettori: il grande Tex. E proprio “Tex il grande!” era il titolo dell’albo Speciale (grande anche nel formato) che, nel 1988, inaugurò la collana dei cosiddetti “Texoni”.
E sarà proprio “Tex il grande!” a ricomparire nelle edicole il 17 febbraio prossimo, dopo ben diciasette anni, nel primo numero di una serie di ristampe, a cadenza semestrale, che ci permetterà di rigustare alcuni dei momenti più belli della storia di Tex.
Scritto da Claudio Nizzi, “Tex il grande!” vede ai disegni uno dei maestri del fumetto italiano: Guido Buzzelli, il Michelangelo dei mostri. Un vero e proprio genio, capace di saper spaziare tra vari generi, dal western di questo Tex sino ai suoi lavori che avevano nel grottesco e nell’ ironia una grande importanza.
Non solo, perchè ogni albo sarà di nuovo accompagnato dagli stessi interessanti articoli di presentazione che erano presenti sull’ originale.
E, pensate, che tra sei mesi poi ci sarà il primo Tex disegnato da un altro grande nome del fumetto italiano, famosissimo anche all’ estero, ovvero Alberto Giolitti (noto anche con lo pseudonimo Gilbert), che poi entrerà a far parte del cast di Tex fino alla morte.
E via così, ogni sei mesi.
Insomma, tanti sono i motivi di interesse per seguire queste colanna, soprattutto per chi, come il sottoscritto, all’ epoca in cui apparvero in edicoli questi albi era ancora troppo piccolo per poterne guastare la bellezza.

 

L’uomo che rubò il fumetto a Dio

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Will Eisner
Will Eisner, uno dei più grandi artisti ed autori di fumetti che ci siano mai stati, è morto in Florida all’ età di 87 anni.
Vi consiglio la lettura di un bell’ articolo di Renato Pallavicini sull’ Unità, dal quale ho rubato il titolo per questo post.

 

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