Allora, sono finito in un circolo vizioso di meme. Nell’ arco di nemmeno dieci giorni me ne hanno mandati tre … da bravo scolaretto ho deciso che rispondo a tutti e tre, ma siccome son pigro come pochi, faccio tutto in un post unico …
Parto dal più recente, inviatomi da Gioxx. Si chiama le 7 meraviglie del mondo blogosferico, e consiste nell’elencare i 7 blog che si ritengono i migliori tra quelli che si visitano spesso …
Eccoli:
- Binary Bonsai: lo seguo da una vita, da quando Kubrick era solo il nome di uno dei più grandi registi della storia, e non di uno dei temi per blog più famosi ed usati. Non dimenticherò quando vidi per la prima volta il design con il soldato morto. Mi dissi: questo tizio è da seguire. Da allora è nei preferiti.
- SimpleBits: ho sempre trovato molto utili i post di Dan Cederholm, soprattutto in campo di web design. E poi la precedente veste di questo sito usava la sua tecnica delle “Faux columns” per il layout.
- Zeldman: questo credo non abbia nemmeno bisogno di presentazioni, tenendo conto che da poco il sito ha compiuto anche 12 anni di vita … Zeldman è Zeldman. Pochi cazzi.
- Veerle: web e graphic design ai massimi livelli.
- FreeFall: uno dei pochi blog italiani che seguo da tempo immemore. Credo che all’ epoca il blog di Francesco fosse ancora sui server di F2S.com (come il sottoscritto), e la parola blog se la filavano in pochissimi.
- Leonardo: sempre invidiata la sua bravura nello scrivere i pezzi che pubblica.
- Dr. Psycho: idem, con patate, il discorso fatto per Leonardo. Aggiungeteci poi il tono dissacrante (qualità di pochi soggetti) con il quale a volte il Doc tratta argomenti che spesso su altri blog non sono presi in considerazione, e capirete del perché mi piaccia leggerlo.
Non lo metto nei blog perché magari a sentirsi definire blog ci si incavolerebbe pure (E/N is dead, long live to E/N), ma menzione d’onore va di certo ad Abietti Si Nasce. Se questo mio sito esiste, non dimentico mai dirlo, è perché all’epoca rimasi colpito, quando vidi il sito di Yuri, da quel modo nuovo e diverso di crearsi un sito web personale.
Ed il primo meme è fatto. Passiamo al secondo, passatomi dal Follis, collega di WP-Italy, e che si chiama i servizi Web 2.0 che utilizzo (un meme che direi di poter inserire a pieno regime nella serie “farsi i cazzi propri no, eh?”).
Okay, ciurma, ecco cosa usa il sottoscritto:
- Comunicare: MSN, Miranda per il resto, e mIRC a tempo perso (tanto i programmi per chattare li uso poco e niente).
- Ricerca: Google
- RSS Reader: per quei pochi siti che seguo via feed (i siti mi piace di più visitarli) uso i Segnalibri live di Firefox e Netvibes.
- Bookmarks: del.icio.us e segnalibri di Firefox
- Statistiche: Feedburner, Google Analytics, LLOOGG, Clicky
- Immagini e video: nessuna preferenza. dove trovo piglio, o, per quando concerne le immagini, carico
- Musica: ascolto spesso le radio disponibili sulla medialibrary di Winamp
- Blog: Wordpress (ad uno che fa parte di WordPress Italy che volete vi risponda?)
- Cataloghi: ‘zzo sono i cataloghi?
Infine, rispondo ad un meme che mi manda Hytok. Il quale a sua volta risponde ad un meme che girava in rete mesi fa .. ah, ’sti romulani …son lenti, ma leeeeeeeeeenti … eh eh, vabbè, dai .. rispondo a questo meme, che forse è uno dei più interessanti visti in rete negli ultimi mesi, e riguarda i cinque incipit di libri che più ci son piaciuti.
Ecco i miei:
All children, except one, grow up.
Tutti i bambini crescono, tranne uno. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo. Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre. C’è da immaginare che la bambina, in quell’atteggiamento, sembrasse deliziosa poiché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò: “Oh, perché non puoi restare così per sempre?” Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull’argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere. Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità . I due anni sono il principio della fine.
James Matthew Barrie: “Peter Pan“
(poteva mica mancare, no?)
Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.
Com’è d’uso, un pilota costiere partì subito dal porto, passò vicino al Castello d’If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l’Isola di Rion.
Contemporaneamente com’è egualmente d’uso, la piattaforma del forte di San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l’arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il Faraone, si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocèe e appartenente ad un armatore della città . Frattanto il naviglio avanzava ed aveva felicemente superato lo stretto, formatosi da qualche scossa vulcanica fra l’isola di Casareigne e quella di Jaros.
Aveva oltrepassato Pomègue, avanzando il suo gran corpo sotto le sue tre gabbie ma tanto lentamente, e con andamento sì tristo, che i curiosi, con quell’istinto che presagisce le disgrazie, si domandavano quale infortunio fosse accaduto a bordo.
Alexandre Dumas: “Il conte di Montecristo“
Immagina le tenebre, se puoi, e in quelle tenebre delle sbarre d’acciaio incrostate di ruggine e di sporcizia secolare. Le sbarre sono infisse in blocchi di granito antichi come le montagne che le formò, e sopra ancora mura di granito, alte più di trenta metri,masso su masso.
Tra quelle sbarra e quelle fondamenta di pietra scorre una via, la fogna schiumeggiante con le scorie di duemilacinquecento uomini disperati, e delle innumerevoli migliaia che li hanno preceduti. Respira quest’ aria infernale. Assaggiala. Perché é l’essenza della punizione, e perché questi rifiuti contengono il paradosso di una razza tormentata ed unica. Qui quella razza deve trovare la sua dimora, la sua cieca comunione finale con la devastazione insaziabile e sfrenata, che é il destino di tutti. Questa fogna nelle viscere di una mostruosa galera, questa fogna nelle fogne del mondo, é il luogo dove la necessità finisce e incomincia la possibilità : nella gloria e nel dolore della perdita assoluta.
Questa é la prigione di Green River.
E questa é la storia della sua rivolta.
Tim Willocks: “Il fine ultimo della creazione“
Quando avevo sei anni ho visto, una volta, una magnifica figura, in un libro sulla foresta vergine che si chiamava Storie vissute. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.
Eccovi la copia del disegno.
[...]
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.
Meditai a lungo sulle avventure della jungla.
Antoine de Saint-Exupéry: “Il piccolo principe“
La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonché ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada.
Jack Kerouac: “On the Road - Sulla strada“
Ecco, queste sono le mie risposte ai tre meme che mi son stati passati.
A chi li passo io?
Cazzo, a nessuno … vabbè che sono stronzo, ma non fino a questo punto.