Pirates before Christmas

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Salve, sono Spugna, il segretario del Capitano: se sei nuovo da queste parti, sottoscrivi il feed RSS per restare aggiornato sulle novità del Capitano. Ahrrrr!

Aggiornato il logo, reso un pochetto più in tema natalizio.
Quest’anno, a dire il vero, non avevo molta ispirazione, ed infatti il risultato ancora ora mi convince poco .. ma tant’è .. la voglia è quella che è, quindi ci si accontenta di quello che passa il convento.
Perciò, fate tutti ciao ciao con la manina (voi che ancora ne avete due, bastardi) al buon Jack Skellington (o Skeletron se preferita il nome italiano) che ci accompagnerà con la sua presenza durante queste feste.

 

cip cip

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Twitter Alla fine, spinto anche dall’amico Wolly in una di queste insonni notti passate su MSN (si, ho pure MSN, e se vi state chiedendo perché non avete il mio contatto, sappiate che forse è perché non voglio darvelo), signori e signore ho ceduto pure io.
Da ieri c’è il mio account su Twitter.
Cosa ne farò, ancora non lo so .. Sto cercando di capire sul campo, se è un qualcosa che mi piacerà seguire, o meno.
Comunque, se vi interessa sapere altre cazzate sul sottoscritto, beh allora ve lo linko, così magari ogni tanto ci fate un salto.

ah, inutile  dirvi che se a qualcuno di voi romperò le scatole in Twitter, che la colpa è tutta di Wolly.
ponziopilaticamente firmato il vostro Capitano.

 

esterofilia nei feed

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Qualche giorno fa, Wolly ha scritto un articolo con alcune sue osservazioni sul mondo dei blog in Italia e, mentre si parlava su skype, gli avevo linkato un mio vecchio post di quattro anni fa dove più o meno, esponevo le sue stesse osservazioni.
In quel post scrivevo come seguissi poco il mondo della blogosfera italiana, perché lo trovavo poco interessante, rispetto alla variegata disponibilità di blog stranieri.
In questi anni, ammetto che secondo me molte cose sono cambiate anche da noi, e per fortuna non ci sono solo più quelli che aprono blog per farne una sorta di diario del cuore, ma anche tanta gente valida.
Tuttavia, confesso che ancora sono un esterofilo, e la stragrande maggior parte dei blog che seguo sono stranieri, credo di poter dire che un buon 75% di feed che ho nel mio feedreader sono stranieri. L’altra sera, Wolly mi faceva notare un suo post appena scritto, dove invitava i lettori ad elencare i blog, o siti, di nazionalità straniera che siamo soliti seguire.

Qui di seguito trovate alcuni dei link a siti (e ai relativi feed) che seguo io. Non li ho messi tutti, in quanto ho cercato di fare almeno una cernita levando i quotidiani e i vari giornali, ed alcuni siti che non sono aggiornati da un bel po’ di tempo:

 

World AIDS Day 2007

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Oggi, 1° dicembre, è la Giornata Mondiale contro l’AIDS.
Come sempre, in questa occasione, questo blog sostiene la campagna. Chiunque arrivi sul sito via web, troverà ad accoglierlo una pagina creata per l’occasione. Questo post, invece è scritto per tutti coloro che seguono via feed.
Come per la versione via web, in questo post non ci saranno contenuti speciali, perchè lo scopo di questa giornata è di ricordare tutti coloro che sono morti a causa del virus HIV, e nel rispetto di tutti coloro che sono costretti a vivere con questa malattia.
Qui di seguito trovate alcuni link a siti che trattano di questo grande problema, che deve stare a cuore a tutti noi.
Chiunque pensi "tanto l’ AIDS è un problema che non riguarda me", è colui che più di ogni altro rischia di prenderlo, perchè non prende nessuna precauzione.
Fatevi furbi. It’s time to think.

  • UNAIDS
    L’organismo delle Nazioni Unite che si occupa di lotta all’AIDS.[ing]
  • ANLAIDS
    L’Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS, dal 1985 promuove studi e ricerche,svolge campagne di prevenzione e di educazione alla salute .
  • LILA
    L’altra storica associazione, costituita da una federazione di associazioni e gruppi di volontariato composti da persone sieropositive e non.
  • Pediatric AIDS Foundation
    Pediatric AIDS Foundation. [ing]

World AIDS Day Immagine di: World AIDS Day by yulai


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I treni perduti

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C’era una volta un re che disse alla sua serva: “Raccontami una storia.”
E la serva cominciò: “C’era una volta un re che disse alla sua serva: ‘Raccontami una storia’. E la serva cominciò … “

Oggi vi racconto una storia. La storia del treno perduto.
Nel corso della mia vita ho dovuto spesso prendere dei treni. E spesso ne ho perduti molti.
Sono un tipo scontroso, un asociale e malfidente. Non sono sempre stato così, anzi, in passato ero più solare, cercavo di più il contatto con la gente. Con le mie cautele, ma lo cercavo. Ora non più. Ora sono diventato un orso, come direbbe una mia amica.
Questo mi è costato molto, mi è costato molto in termini di amicizie, di rapporti con la gente. Tanto tempo fa (tanto che quel post si dovrebbe trovare nel vecchio archivio di newspro), sulle pagine di questo sito sul quale ogni tanto perdo un po’ di tempo a scrivere qualche cazzata, scrissi che una cosa di me che non mi piaceva era il fatto di rendermi conto di non essere in sintonia con il ritmo della gente. Mi son sempre sentito un pesce fuor d’acqua, di quelli che sentono di essere fuori sincrono con il resto del mondo.

Un treno lo persi circa dieci anni fa.
All’ epoca conobbi una persona, una persona dalla quale mi sentivo molto attratto, e che ritenevo speciale.
Avevo con lei una bella amicizia, ed anche se per via della lontananza non ci incontravamo tutti i giorni ma solo durante alcune giornate alla settimana, mi sentivo felice quando ero con lei. Stare insieme a lei mi faceva sentire bene.
Eppure … eppure non riuscivo a trovare la forza dentro di me per decidere di fare un passo avanti, di decidere se quel rapporto, da amicizia, dovesse passare ad un livello successivo.
Ogni volta che decidevo di fare quel passo, iniziavano a venirmi dubbi e domande.
Vedevo davanti a me due strade: quella più semplice, che mi garantiva di continuare a godere di quel rapporto sicuro, che mi faceva stare bene, e quella più ardua, più dura, che avrebbe di certo portato ancora più gioia alla fine, ma che era troppo piena di problemi.
E quando hai 19-20 anni spesso non hai le palle per prendere la decisione giusta, pur sapendo dentro di te quale essa sia. Ti senti gasato perchè pensi di essere appena entrato nel mondo dei “grandi”, e non ti va di andare ad impegnarti in cose serie. Vuoi divertirti, goderti la vita, vuoi farti la tua vita.
E lasci passare il tempo. E poi scopri che lei parte per andare al nord, perché ha trovato il lavoro che manca al suo paese. E la perdi di vista.
E scopri che il treno è partito, e tu non sei riuscito a salirci.
Ancora una volta.
Ma cosa importa? Sei giovane, sei baldanzoso. Te ne sbatti di tutto e di tutti.
We have all the time in this world.
Così cantava il buon Louis. Abbiamo tutto il tempo del mondo.

A 22 anni poi la vita decide che deve darti una bella botta. E uno dei pilastri della tua vita, della tua stessa esistenza, viene meno.
Ad un tratto sei costretto ad affrontare la vita con le sue avversità, che ti vengono sbattute in faccia senza nessun preavviso. E passi intere mattinate, seduto per terra in un angolo di casa, a piangere, da solo.
E ti accorgi che forse la parte più difficile di questo fottuto mondo non è essere Peter Pan, ma essere la sua nemesi, il Capitano.
Troppo facile essere Peter Pan, troppo facile dire di non voler crescere, e continuare a divertirsi, quando la parte difficile è invece quella di affrontare questa vitaccia che ci troviamo addosso. Dover accettare che si cresce, che la vita non è più un gioco, e che non puoi più far finta di nulla.
Provate ad essere Uncino.
Provate a mettervi nei suoi panni, e poi lo capirete, e vi sentirete lui.
E ti accorgi di come avesse ragione quando ti dissero che vivere voleva dire scegliere, nel bene e nel male.
Mentre vivere lasciando che a scegliere siano altri non è un vero vivere, ma solo sopravvivere.

Decisi che avrei cercato, per quanto mi fosse possibile, di non perdere più treni, provando ad inserirmi nel mondo, in quel grande circolo che è la vita. Di capirne i meccanismi, gli ingranaggi.
Pensavo, speravo, che col tempo sarei riuscito ad apprendere il ritmo. Devo invece ancora, purtroppo, constatare che sono sempre più fuori dal mondo.
E la cosa che mi fa incazzare è che sono impotente davanti a tutto ciò. Sento gli anni che passano, e che iniziano a pesare, perché quando hai 31 anni, e ti senti così fuori dal mondo, ti pesano addosso come un macigno.
Perchè ti rendi conto che ancora una volta ti passeranno davanti un casino di treni sui quali non potrai salire, perché sei bloccato a terra. E perché sai che spezzare il legame che ti tiene bloccato vuol dire soffrire, perchè il momento in cui esso accadrà, e si romperà, non porterà gioia, ma porterà dolore. Un dolore che ti farà capire di essere rimasto in questo fottuto mondo senza più avere un porto sicuro, un luogo dove sai che sarai sempre a casa. Perchè il giorno in cui accadrà ti sentirai per prima cosa una merda dentro, e poi anche fuori. Ed allora speri, ti auguri, preghi che quel legame non si venga mai a rompere, che tu non debba più soffrire come hai già sofferto in passato, quando il mondo ha cominciato ad andare a farsi fottere, quando il primo dei due pilastri della tua vita è venuto meno.
Eppure sai che, purtroppo, quello che il destino ti ha riservato non è, ancora una volta una possibilità di scelta.
Non puoi scegliere, perché quel legame si romperà
Non è questione di Se, ma solo di Quando.

E allora, ancora una volta, ti siedi ed aspetti che il destino faccia il suo corso, come sempre.
Sì, lo ammetto. Sono diventato fatalista. Non riesco a trovare più la forza per oppormi al destino. Lascio che tutto si svolga come è scritto che sia. Quel che deve venire, che venga pure.
C’è una frase, pronunciata da Dirk Pitt, l’eroe di tante storie di Clive Cussler, che descrive come meglio non si potrebbe il mio stato attuale:
Tutto quello che possiamo fare adesso è augurarci il meglio, aspettarci il peggio, ed accontentarci di una via di mezzo.
Ed ecco che sei ancora lì, seduto ad aspettare che il destino venga a prenderti, e come il Capitano che spera di fermare il tempo distruggendo gli orologi, così tu speri che prima o poi il destino ti permetta di rimediare a tutti gli errori fatti.
Che ti dia di nuovo la possibilità di scegliere. Nel bene e nel male.
Che ti dia di nuovo la possibilità di vivere.

E mentre scrivi quattro cazzate su un blog che ogni tanto usi come valvola di sfogo, ti chiedi anche se bersi tre bicchieri di scotch alle 4 di notte non sia forse la causa che ti abbia fatto scrivere queste righe piene di minchiate senza senso …
Il tutto mentre la radio trasmette We have all time in this world
Tutto il tempo del mondo … come no.
Louis, dovunque tu sia … vaffanculo.

 

ricorsi storici

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Ciao a tutta la ciurma.
Se in questi giorni avete navigato un po’ per internet, avrete di certo notato che da più parti si parla della censura che sarebbe in atto verso moltissimi siti per via di una nuova legge (la n.62 del 2001).
Non starò qui a dirvi cosa penso di questa legge, approvata nelle varie sedi da tutte le parti politiche (a dimostrazione che in fondo siamo governati da idioti), ma vi dico in sintesi che il problema di fondo é semplicemente questo : i siti che presentano aggiornamenti più o meno periodici sono considerati come dei giornali cartacei, che richiedono iscrizione presso il tribunale, un direttore responsabile iscritto all’ ordine, e varie tasse da pagare a questo e a quello. Se non si é regola con tutto ciò si rischiano multe da Lit. 200.000 a due anni di galera.
Si potrebbe pensare anche che in molti casi riservare ai giornalisti che lavorano per riviste informatiche la stessa garanzia per i colleghi cartacei sia cosa giusta, se non fosse per il fatto che sotto la mannaia di questa legge ricadono anche siti e riviste che seppure ben fatte, sono sempre amatoriali, e vi ricadono anche siti personali come i siti E/N.
C’é chi dice che i siti amatoriali non sono inclusi tra quelli da sottoporre alla legge, però non ci sono chiarimenti al riguardo.Insomma siamo in presenza di una tipica legge italiana (cioè incomprensibile) che rischia o di diventare lettera morta o di far chiudere molti siti.
Per farvi un quadro più preciso di questa incasinata situazione, ho deciso di riportare un elenco di link utili segnalati da uno dei moderatori del forum di HTML.it,Francesco Caccavella.
Tuttavia, ci tengo a sottolineare già da ora che anche questo sito supporta la campagna promossa da Punto Informatico contro la legge n.62/2001 . Non so se effettivamente questa legge avrà le conseguenze negative che si prospettano (sono in realtà molto dubbioso), tuttavia credo che sia meglio tenere alta la guardia, perciò chiedo anche a voi di firmare la petizione contro la legge-censura, visto anche che una prima “vittima” eccellente c’è già stata( anche se si é già ripresa), ovvero ZioBudda. Fate clic sul banner che vedete di seguito.

Era il 7 aprile 2001 (più di SEI anni fa) quando scrivevo queste parole su queste pagine. Sono parole che mi sono tornate in mente in questo periodo in seguito al clamore sollevato dal ddl Levi-Prodi, che richiederebbe la registrazione di vari siti internet al ROC.
Il buon Bufalo70, in questo commento, dice che il sottoscritto “guarda … all’orizzonte“, e questo anche perché in precedenza avevo sostenuto come io non fossi al momento preoccupato da questo ddl proposto dal governo.
Ecco, la verità non è che io guardo all’orizzonte. Anzi, non ci sarebbe definizione più lontana di me che non questa, dato che il sottoscritto è invece uno che si guarda sempre indietro.
Conoscere da dove si viene, da dove si è partiti, è per me cosa fondamentale. E importante lo è anche in questo caso. Avete letto le parole dell’articolo di sei anni fa che vi ho quotato? Ebbene, proprio quello che successe all’ epoca mi fa pensare che il ddl proposto in questi giorni si risolverà, rispetto ai timori di molti, in un gran polverone.
All’epoca le cose erano anche più gravi di adesso, perché si parlava di una legge, già approvata ed in procinto di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, mentre qui si parla di un disegno di legge proposto, che quindi ne deve fare ancora di strada prima di diventare legge.
Senza contare che all’epoca si parlava di un calderone ancora più grande, perché si parlava di siti che presentavano aggiornamenti, con una definizione pertanto così generale ed ampia da farci ricadere di dentro di tutto (cosa che non dovrebbe stupire a chi ricorda il web di allora, visto che nel 2001 erano in pochi a conoscere i blog).
Il footer di questo sito (quel paragrafo cioè che leggete in fondo ad ogni pagina) nacque proprio allora, così come frasi simili comparvero su molti altri blog di allora. Era secondo me una situazione molto più complessa e pericolosa di quanto non sia oggi, eppure anche allora alla fine fu più che altro un polverone che si ridusse senza che alcun sito personale fosse colpito (e ci sarebbe mancato pure).
Ora, se alla fine dei conti non accadde in pratica nulla allora che avevamo già una legge approvata in via di pubblicazione, perché dovrei pensare che sia più grave oggi che siamo solo a livello di disegno di legge, che prima di diventare legge effettiva, dovrà passare dalle Camere? Già sarà un miracolo se questa legislatura non finisce nei prossimi mesi…
Non dico di non tenere alta la guardia, quello no. Dico solo che non sono certo per il vittimismo e il fasciarsi la testa prima di esserla rotta, come invece ho letto da moltissime parti in queste settimane.
Forse alla fine è vero che questo è un po’ come guardare all’orizzonte, ma è un guardare all’orizzonte consapevoli da dove si è partiti.


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Gravatar senza plugin

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Come alcuni di voi sapranno, è notizia di qualche giorno fa l’acquisizione di Gravatar da parte di Automattic, la società che sta dietro WordPress.
Una delle prime logiche conseguenze di questa acquisizione sarà una maggiore integrazione tra WordPress e Gravatar, servizio che serve per registrare un proprio avatar da abbinare al proprio indirizzo email, in modo che si possa visualizzare su vari siti (che è quello, poi, che uso qui io nei commenti).
Fino ad ora, per far apparire l’avatar nei commenti utilizzavo un plugin, disponibile sul sito ufficiale di Gravatar. Da qualche giorno, invece, sto utilizzando un pezzo di codice realizzato da Matt Mullenweg, e che permette la visualizzazione degli avatar senza ricorrere ad alcun plugin.
Il codice, per chi volesse provarlo, è il seguente:

< ?php
if (!empty ( $comment->comment_author_email ) ) {
$md5 = md5( $comment->comment_author_email );
$default = urlencode( ‘http://use.perl.org/images/pix.gif’ );
echo “<img style=’float: right; margin-left: 10px;’ src=’http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=$md5&size=60&default=$default’ alt=” />”;
}
?>

E’ sufficiente inserire questo pezzo di codice all’interno del loop dei commenti, poco prima di comment_text().
Da notare che si possono cambiare sia l’immagine di default per chi non avesse un proprio gravatar, cambiando l’indirizzo presente nel codice alla variabile $default, sia lo stile con il quale l’avatar viene visualizzato agendo sul CSS richiamato subito dopo echo.

Personalmente credo proprio che con il passaggio sotto Automattic, nei prossimi mesi rivedremo un rifiorire di siti con supporto a Gravatar, dopo che negli ultimi tempi erano assai scemati, visti i vari problemi che avevano i server sui quali girava il servizio.


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