Dylan Dog Color Fest
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La copertina che vedete qui a lato è la cover di una nuova collana dedicata a Dylan dog, ed uscita da qualche giorno in tutte le edicole (per l’esattezza l’8 agosto).
La nuova serie si chiama “Dylan Dog Color Fest“, e si tratta di un annuale, interamente a colori, che contiene al suo interno 4 storie complete.
Una pubblicazione che, per copiare le parole scritte sul sito della Bonelli, “nasce con il dichiarato intento di dare a sceneggiatori e disegnatori anche di estrazione “non bonellianaâ€? la possibilità di misurarsi con l’investigatore di Craven Road. E, cosa altrettanto importante, di farlo con quella libertà creativa che solo un’albo antologico come questo può offrire e, per di più, nello splendore del technicolor.”
Ad esordire sono Giovanni Gualdoni (testi), Davide Gianfelice (disegni), e, con quello che forse è l’episodio più atteso, il duo Roberto Recchioni e Massimo Carnevale, rispettivamente ai testi il primo e ai disegni il secondo.
Per chi non li conoscesse, Roberto Recchioni e Massimo Carnevale sono l’autore ed il copertinista di una delle serie non bonelliane che negli ultimi anni ha avuto maggior riscontro: John Doe. La storia realizzata da loro (”Fuori tempo massimo”), peraltro l’unica colorata direttamente dal disegnatore autore della storia (mentre le altre tre sono state colorate dallo Studio Tenderini) è stata scelta anche per essere pubblicata, indue puntate, sul XL, supplemento di Repubblica.
Un’ultima menzione va fatta per il copertinista di questo primo numero (perchè secondo le intenzioni dichiarate, anche il copertinista cambierà ogni volta): trattasi di Gabriele Dell’Otto, uno dei più noti illustratori italiani a livello mondiale, che ha realizzato una copertina che definire stupenda non è certo azzardato.
Un albo, insomma, che non dovrebbe mancare nella collezione di un lettore dylandoghiano.
Come già ti ho detto “in privata”, non posso parlare degli altri, ma il duo Recchioni-Carnevale ve lo consiglio spassionatamente. Ho seguito JD per tutta la “prima stagione” (i primi 24 albi…si, gli autori impostano la serie come i telefilm americani..ogni ’stagione’ dura 24 episodi) , e buona metà della seconda, per poi sospenderne la lettura con forte malincuore, per mère problematiche personali, che non mi lasciarono il tempo per cose ludiche e piacevoli, come anche i ns fumetti. Recchioni è uno sceneggiatore con la capacità di creare situazioni e dialoghi spassosi sapientemente alternati a momenti di pathos e drammaticità . Carnevale…beh, è un artista. Quasi ogni copertina di JD (di cui lui, per l’appunto, era il copertinista) sembra un quadro….
Ah, tenete d’occhio la storia disegnata da Gianfelice….anche lui, se non erro, fa parte dello staff di JD, per i quali ha disegnato delle storie ipercinetiche e piene di azione..ha un tratto molto pulito, dinamico, diretto.
Vabbè, come al solito ho sproloquiato
Ciao da SimOnTheRoad
Mah … “Dylan Dog” è il classico fumetto kattoliko di Bonelli, buono per tutti (e quindi per nessuno) … un po’ di horror, il buffone di spalla, il poliziotto buono, il protagonista ch’è un represso : fino al numero 100 - lo leggevo anch’io un tempo, leggevo di tutto - muoiono tutte le partner di Dylan, e non ricordo una scena esplicita di sesso.
L’editore ha rinunciato all’accoppiata sesso-macabro ch’è un crocevia dell’erotismo.
Il fumetto politically-correct figlio di un format trito, assemblato in modo imbarazzante e sfacciato con pezzi delle sceneggiature di film e romanzi del genere, ma senza quelle esagerazioni che fanno di un prodotto B-Z un “cult”.
Qualche numero buono c’era - mi ricordo - e forse sfoglierò in libreria quest’albo speciali che state magnificando.
I manga giapponesi sono di un altro livello.
“non ricordo una scena esplicita di sesso”.
Che poi, definire Cattolico (ah, scusa, dimenticavo la K) proprio Dylan Dog……che forse è il fumetto più di sinistra di tutta la scuderia Bonelli.
Mah….
Credo che se i manga fossero stati prodotti in Italia, e Dylan Dog in Nipponia, il tuo commento probabilmente sarebbe stato di gran lunga l’opposto.
E forse, la questione è tutta qui.
Ti ringrazio per avermi dato dello stupido bastian-contrario, ma t’assicuro che sono sempre piuttosto critico e non concedo facilmente crediti.
Aspettando una tua replica argomentata (ad esempio, non ho capito lo scopo del virgolettato che hai stralciato dal mio testo) ti chiedo una delucidazione su questa frase :
“è il fumetto più di sinistra di tutta la scuderia Bonelli”.
Forse m’è sfuggito qualcosa, e sono sempre pronto a imparare dagli altri.
Saluti.